Quel che c’è in cima

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Il Parco del Monte Cucco è forse una destinazione fin troppo nota per un’escursione ed infatti eravamo in tanti a goderne in questa bella giornata. Ritengo sia uno dei parchi più apprezzabili dell’appennino Umbro-Marchigiano e mentre preparavo questa Sgambata come ogni volta, ponendo le solite attenzioni all’altimetria e al percorso, mi sono reso conto che la zona la conoscevo abbastanza bene, grazie alle varie sortite che vi avevo compiuto negli anni. Non ero mai stato in cima al monte Cucco e così ho voluto rimediare, ma con una sensazione di “già visto” che restava.



E invece…..

…..Complice la giornata perfetta e l’orario casualmente azzeccato, durante la sosta in cima mi accorgo che all’orizzonte sto vedendo il mare Adriatico. Cerco riferimenti, penso di sbagliarmi perché starei vedendo il Conero e una sagoma scura nel tratto di mare fra Ancona e Senigallia che sembra essere quella di una grossa nave. Possibile? Più a sinistra quella sarebbe la piega che fa la costa marchigiana quando dal Conero sale a nord fino a diventare costa romagnola. Ma allora quel profilo più scuro oltre il mare sarebbe la costa croata al di là dell’Adriatico, a più di 200 km da qui! Mi sembra una specie di miraggio, ha un che di surreale, sto osservando una gigantesca cartina geografica in 3D. E’ davvero impressionante, non può essere.

Cerco conferme. A qualche metro da me c’è un tizio che si sta riprendendo con il suo telefonino. Ruota lentamente su se stesso, mentre sciorina tutta una serie di nomi montani con un’intonazione da documentario della BBC. Una folata di vento lo scarmiglia, noto una smorfia, sembra che la ripresa non gli sia venuta bene. Lui si ricompone il ciuffo e la rifà. Daccapo. Uguale, rotazione compresa. Io rinuncio a chiedergli una qualche conferma, non vorrei dovesse rifarla di nuovo, stavolta per causa mia.

Guardo a ovest. Incastrato su una sella fra due monti, uno spicchio di luce tradisce la presenza di un ampio specchio d’acqua che riflette i raggi del sole… ma che, quel monte sarà mica il Tezio! Oh, quella sembra Perugia… e allora che è, il Trasimeno? Si, e quello allora è l’Amiata! Dai, su….

.. A sud i Sibillini li guardo senza sorpresa, me l’aspettavo, sono così massicci e inconfondibili….. purtroppo non ho confidenza con i monti a Nord, a parte il Catria, che è proprio lì a un passo. Penso di essermi ingannato, l’effetto cartina geografica è perfino aumentato, meno male che non ho visto tracce del Tirreno, mi sarei davvero preoccupato. Comunque scatto qualche foto, hai visto mai, l’obiettivo del mio telefono non sarà il massimo, però … Vabbè.

Si riparte e poco dopo, scendendo verso Pian delle Macinare, da sotto la mia scarpa destra striscia via svelto un serpentello argenteo, tanto lucente da sembrare metallico. Guardo meglio e capisco che non è affatto un serpente perché mi sono imbattuto in un Orbettino, una particolarissima lucertola senza zampe. Non ne avevo mai visto uno dal vivo e ne approfitto per il poco tempo che riesco a tenerlo in superficie, prima che trovi il ciuffo d’erba giusto e sparisca.

Entriamo nella faggeta secolare che ci accompagnerà per il resto della sgambata e non posso che apprezzare i suoi custodi, da secoli riuniti nell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro nell’intento di preservare intatta la bellezza di questo bosco.

Incontriamo un simpatico signore e ci scambiamo due parole, mentre sospende per un momento la sua energica salita. Dice di essere un abituale escursionista innamorato di questi luoghi e non resisto a chiedergli se è possibile che abbia visto il mare dalla cima di Monte Cucco. Temevo che mi avrebbe guardato con sufficienza, invece si illumina in viso e si congratula per la nostra buona sorte, tanto da considerare una variazione dell’itinerario che aveva programmato e andar su anche lui.

Ci racconta che da lassù, in effetti, si può vedere il mare 4, forse 5 giorni all’anno e che in giornate molto speciali si riesce addirittura a vedere la costa al di là del mare, la Croazia. Non trattengo la mia soddisfazione e gli racconto che si, oggi è una di quelle giornate molto speciali. E lui mi fa: “bello, eh?”

Si, davvero molto.


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