Ci sono giornate invernali che sanno regalare così tanta luce , sole e tepore che proprio non puoi restartene chiuso in casa. E così in un giorno di questi, in compagnia di alcuni amici, dei nostri figli e di un cane decidiamo di sfruttare le ore più calde del giorno e di portarci alla volta del Monte Marzolana. Elevandoci sulle pendici del monte, siamo certi di riuscire a catturare limpidi scorci del lago Trasimeno. Percorriamo così la statale che costeggia il lago e decidiamo di lasciare le auto in prossimità di Sant’ Arcangelo, poco distante dalla chiesa parrocchiale di San Michele, per poi attaccare il sentiero.
Certo, prima di partire, un buon caffè non ci starebbe male! Cerchiamo traccia di un ristoro a mezza costa, in fondo un tempo, l’ antico insediamento di pescatori era noto anche per l’ Hosteriaccia, ritrovo di briganti e malandrini! Niente! Nessuna traccia di locande! Il Borgo man mano che si sale appare come addormentato, silenzioso, quasi stanco e così lo lasciamo dietro le nostre spalle mentre saliamo per un sentiero che serpeggia in mezzo ad un bosco di maestosi lecci e corbezzoli. Arrivati quasi a mezzo pendio troviamo uno spazio attrezzato: un tavolo di legno, due panchine. Il cane Puli ha voglia di libertà e scorrazza avanti , ma noi invece decidiamo di rinfrancarci con una pausa merenda, la vista intanto spazia all’orizzonte dove sul versante Sud del lago Trasimeno si staglia l’isola Maggiore con l’ ombra di ciò che resta del fiabesco castello Guglielmi abbandonato da anni ad un triste destino , forse chissà un giorno ritroverà nuova vita e restaurata bellezza.
Intanto anche Puli si unisce festoso alla pausa! Riconquistiamo il crinale e cambiamo versante: il vento ora si fa pungente e all’ombra é decisamente freddo, la vegetazione è fitta di lecci e querce, ma la ‘ dove si scopre: ecco aprirsi alla vista un crocoro di montagne e su tutte in lontananza il possente Monte Terminillo disteso tra i monti rietini. Molte vette sono innevate e il freddo vento che sferza sulle nostre gote ci ricorda che siamo ancora nella pancia dell’inverno! Il sentiero ora declina ripido tra funghi, fango e foglie fino ad addolcirsi all’apparire di piagge di secolari olivi, stiamo per concludere il percorso ad anello e a ricordarcelo è proprio il nostro sguardo che cattura di nuovo il lago Trasimeno, stavolta a un soffio dal sole che tramonta.

