Un piccolo monte praticamente dietro casa, una manciata di ricordi e un percorso già pronto, poco più di 9 Km suggeriti dal CAI di Perugia per il monte le 5 querce. Chiamarlo monte può sembrare presuntuoso per un’altura che non arriva a 700 metri, da noi lo conosciamo soprattutto come Perugia Vecchia.
Anni fa ci venivo qualche volta a cercar funghi (mai trovati) e a pedalare per le sue lunghe strade bianche. Ci ho passato il pomeriggio di una gita davvero fuori porta, poco altro. Adesso sembra più accattivante, pur essendo lo stesso di sempre.
Recentemente un gruppo di volontari ha deciso di ripulire i sentieri esistenti e di aprirne di nuovi, per goderseli a piedi o in bici. Proprio dove parcheggiamo incontriamo 4 di loro, sono attrezzati di tutto il necessario per ripulire nuovi tratti e si stanno organizzando anche loro per partire. Non li conosco singolarmente ma li apprezzo molto, conosco il loro sito web Perugia Vecchia Park, ben fatto.
Il percorso ci porta su in cima, dove c’era la vecchia casa colonica. Da bambini, in estate, il pulmino del comune ci accompagnava fin quassù e ci trascorrevamo la giornata per periodi settimanali o quindicinali. La mattina si saliva, la sera si ritornava a casa. La vecchia struttura era rimasta in condizioni di abbandono per molti anni, adesso la ritrovo tirata a lucido, è diventata un relais. E’ irriconoscibile trasformata in maniera così radicale, di sicuro lo standard di ospitalità sarà ben diverso rispetto a quello che ricordo dei miei soggiorni infantili in questo posto.
Non lontano da qui ci dovrebbe essere anche un altro luogo che non ho più ritrovato, dove ebbi l’occasione di vedere le poche tracce rimaste di un vecchio insediamento abitativo. Gli amici di allora mi raccontarono che erano i resti del luogo dove si stabilirono dei perugini per salvarsi dalla guerra. Non proprio recente, per la verità. Fu quella condotta dai romani nel 40 AC, che portò al saccheggio e alla distruzione della Perugia etrusca per mano dell’esercito di Ottaviano. Davvero una memoria speciale per questo luogo altrimenti piuttosto comune, che avrebbe assunto il nome di Perugia Vecchia proprio per queste circostanze. Allora lo considerai un racconto molto suggestivo e la ritenni una dotta burla, ma anni dopo, mentre cercavo funghi da qualche parte su questo versante, sono praticamente inciampato in quella che penso potesse essere una vera e propria necropoli.
C’erano numerose tombe alla cappuccina, di alcune era rimasta solo la fossa, ma per la maggior parte erano intatte con tutte le tegole al loro posto. Mancava solo la terra sopra, forse rimossa dai secoli, o forse chissà, allora neanche sapevo si chiamassero così, ci è voluto internet per scoprirlo. Cercai di memorizzare il punto in cui mi trovavo, volevo tornarci, un pò come quando si torna a far visita alla vecchia tomba dei bisnonni, per la festa di ognissanti. Speravo di ritrovarlo, quel posto nascosto dal bosco, ma invece no, anche se mi è sembrato di riconoscere qualche vaga immagine dai miei ricordi.
Non so che sepolture fossero ma erano parecchie. Sulla carta dei siti archeologici dell’Umbria in quella zona c’è un cerchio rosso e la legenda della carta dice che c’è un sito archeologico. Magari ha qualcosa a che fare con gli Umbri che secondo Plinio erano il più antico popolo d’Italia, addirittura il primo. Se fossero le ultime vestigia di un sito umbro, la suggestione di quel racconto non sarebbe più soltanto una tradizione locale ma storia del luogo. Vorrei saperlo o anche solo riscoprirlo, mi intriga molto ‘sta cosa, mi fa sentire ancora più umbro.
Scendiamo e incontriamo un giovane padre e il suo figlioletto, entrambi in bici, ciascuna della taglia adatta al conduttore. Il giovanissimo mountain biker sembra piuttosto sazio di fatica, il padre ci chiede cosa li aspetta sul sentiero da dove veniamo, ma mi sembra che il suo ragazzo non abbia molta voglia di salire ancora. Cerco di rincuorarlo, manca poco alla cima, poi è tutta discesa.
Tornati al punto di partenza, per una singolare coincidenza ci ritroviamo i 4 ragazzi di Perugia Vecchia Park. Anche loro avevano finito di fare quello per cui erano venuti e ho pensato che in fondo, a Perugia Vecchia, abbiamo in tanti un nostro sogno da conservare.

