La buca del Calcinaro

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Una Sgambata speciale questa, con mio figlio in qualità di fotografo accreditato. Il percorso inizia e finisce al santuario di Mongiovino in una giornata invernale tiepida e luminosa.

A metà cammino ci fermiamo davanti a quelli che mi sembrano i resti di una fornace di pietra, addossata alla terra. Deduco sia la Buca del Calcinaro che dà il nome a questo percorso dalle tracce di calce bianca, che sembra quasi sia rimasta prigioniera della parete concava che un tempo l’ha generata.

Cerco di immaginarmi cosa avrei visto 50 o forse 100 anni fa in questo spiazzo ma non ci riesco, la quantità di pietre nei dintorni è troppo muta per darmi indizi comprensibili.



Eppure ha un che di suggestivo questo posto. Per un momento il pensiero insegue quell’ignaro calcinaro, un uomo che ha vissuto questo luogo in un modo che non saprò mai comprendere e il rudere di fornace diventa umile, involontario monumento al genius loci di questo bosco altrimenti anonimo.


Tagliamo via un tratto di percorso e ci dirigiamo di buon passo a Mongiovino Vecchio oggi deserto e silenzioso, ma ancora fiero. Qualche foto e un mandarino…. poi ripartiamo.


2 pensieri su “La buca del Calcinaro

  1. la ringrazio per l’ articolo. Non si faccia trarre in inganno dal nome , la calce non c’entra nulla.
    1 – non vi è alcuna traccia di fuochi accesi che avrebbero annerito il tutto.
    2 – la calce per essere realizzata ha bisogno di pietre particolari e in quella zona non ve ne sono
    3 – la calce la preparavano in prossimità di abitati e li non ve ne sono. Se ripassa nella zona, osservi attentamente il tutto e cosa vi è sopra. Le do un aiuto, quella specie di grotta costruita, si trova in prossimità di un valico fra due valli e sopra cè la torre. quindi…..ciao e camminare è una delle cose piu belle, quelle colline furono abitate già dal XII secolo ac. Monte Solare.

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    • La ringrazio molto del suo commento. In effetti come suggerisco nella pagina di benvenuto, quello che scrivo non sono altro che pensieri in libertà con i quali tengo traccia di un’esperienza personale, fatta delle sensazioni che mi vengono indotte dal camminare nei percorsi che qui raccolgo e conservo.
      Percorsi che cerco poi di riportare con quanta più precisione possibile nelle tracce GPX in fondo ad ogni articolo, per metterli a disposizione di un ipotetico qualcuno che ne voglia fruire per farne una propria esperienza.
      Quanto scrivo non ha alcuna pretesa di fornire indicazioni storiografiche o antropologiche e in questo caso il nome mi ha sicuramente indotto la suggestione di cui ho scritto, che è appunto nient’altro che una personale suggestione legata a quell’istante, vissuto in quel luogo, attraverso questo percorso.
      Trovo davvero interessante la sua traccia e, se vorrà, le sarò molto grato per una sua eventuale integrazione con le notizie di cui dispone e che volesse condividere. Mi contatti all’indirizzo mail che trova nella pagina info e contatti, sarei molto lieto di fare la sua conoscenza.
      La ringrazio sinceramente.

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